s e qualcuno vi chiede perché l’Atalanta è un’altra cosa, perché è speciale, perché tifare l’Atalanta è diverso, raccontate di questa notte qui, di una sfida che sembrava finita una settimana fa, di uno spiraglio che si teneva aperto perché comunque 90 minuti da giocare c’erano ancora, ma poi c’erano la logica, la razionalità, il cervello che faceva braccio di ferro col cuore. Il cuore che spingeva per la rimonta, il cervello che diceva che insomma, lo spiraglio era proprio uno spiraglio. Se qualcuno vi chiede cos’è l’Atalanta per questa città, cos’è questa passione totale, tornate lì, al dischetto sotto la Nord, a Samardzic che due minuti prima sembrava dover uscire e adesso invece è lì, smorto come un foglio protocollo, con una provincia e anche una parte del resto d’Italia incollati davanti alla tv, fiato sospeso, pressione massima fuori controllo. Quella palla che entra è la definitiva riscossa di questa stagione, cominciata come sappiamo ma ora l’Atalanta si è ripresa il suo posto tra le grandi, tra le grandissime. Dice: eh, ma c’è stata anche fortuna. Sì, c’è stata fortuna. E Carnesecchi ha parato anche l’imparabile. Ma perché la fortuna conti qualcosa, te la devi guadagnare. E l’Atalanta se l’è guadagnata dal 1’, andando in campo credendoci.