S e siamo onesti e sinceri, dobbiamo dire che averla pareggiata, questa partita, per l’Atalanta sarebbe già stato un lusso. Perché il Bologna ha totalmente dominato il primo tempo, in cui l’Atalanta ha giocato, o meglio: non ha giocato. Tutto lento, prevedibile, all’indietro più che in avanti. Un incrocio tra l’Atalanta di Gregucci e quella di Juric (senza offesa per nessuno). E il secondo tempo non era cominciato tanto meglio, con il Bologna tutto avanti, il palo di Cambiaghi, Carnesecchi che al solito ne ha salvate un paio mica male. Poi i cambi hanno leggermente cambiato il volto della partita, e l’Atalanta l’ha spostata dalla sua parte grazie al più alto tasso tecnico. Elmas, Samardzic, Zalewski, Bellanova: qualcosa sono riusciti a fare, quantomeno sul piano del ritmo e della precisione dei passaggi. Poi, il gol, che è la sintesi della bellezza e della crudeltà del calcio. A volte domini e vinci, a volte domini e perdi. A volte subisci e perdi, a volte subisci e vinci. E’ andata così, più o meno terza brutta prestazione e terza vittoria consecutiva tra Sassuolo, Hapoel e Bologna. Sarà anche un cantiere in costruzione, questo dell’Atalanta sarriana, e sul piano del gioco si vede assolutamente. Sul piano dei risultati, niente da dire.