Questa brutta Atalanta preoccupa: poco gioco, senza intensità, troppo nervosa. E i punti restano sul campo

commento. Il post partita di Roberto Belingheri

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E alla fine bisogna anche dire che è giusto così. Come col Pisa: giusto non aver vinto. Perché è vero che Scamacca aveva colpito un palo nel primo tempo, ma è altrettanto vero che fino al gol del vantaggio Carnesecchi era stato, per distacco, il migliore atalantino in campo. E se hai il portiere migliore in campo a Parma vuol dire che qualcosa, per forza, non funziona. O meglio: non funziona niente. L’Atalanta ha avuto in regalo un inizio di stagione «semplice», ideale per un allenatore che cominciava un lavoro difficile. Eppure, l’Atalanta non sta riuscendo ad approfittarne. Anzi: è difficile, anche ripercorrendo il lungo nastro dei 9 anni precedenti, trovare partite tanto vuote di senso calcistico. Perché occorre capire: Juric in conferenza stampa dice che vuole l’Atalanta del secondo tempo col Pisa, tutta pressione e furore. E poi in campo si vede l’opposto. Quindi, la domanda nasce spontanea: cosa vuole Juric dalla squadra? Quel che dice, e poi la squadra fa l’opposto? O non vuole la pressione? Perché tutto il primo tempo è stato una lunga, lunghissima attesa che succedesse qualcosa, che l’Atalanta fosse minimamente aggressiva, intensa, rapida. Invece, niente. Passaggi orizzontali, all’indietro, Carnesecchi immobile alla ricerca di uno sbocco. Tutto, troppo, fermo. Tutto anche troppo brutto per essere vero, e per carità: il tempo va concesso a tutti ed è sacrosanto concederlo anche a Juric. Resta da capire perché un allenatore che ha sempre giocato in continuità con Gasperini non riesca a mettere in campo un briciolo dell’intensità e della pressione che abbiamo visto, ancorché a tratti alterni, per nove anni. Resta da capire anche questo nervosismo che soprattutto nel secondo tempo la squadra ha mostrato. Restano da capire tante cose, in fondo a questo sabato che vede l’Atalanta tristemente a quota 2 punticini.