L a seconda giornata di campionato ha proposto la sfida tra Atalanta e Bologna nel momento in cui entrambe le squadra stanno ancora cercando di dare una forma precisa al proprio nuovo progetto tecnico. Sullo sfondo della gara è rimasto inevitabilmente l’intreccio di mercato legato a Rowe e Cassa, con l’inglese escluso dai convocati di Tedesco e il giovane nerazzurro regolarmente a disposizione di Sarri. Per l’Atalanta, dopo la qualificazione europea ottenuta contro l’Hapoel, vincere gli ha permesso di dare continuità ai risultati e soprattutto di vivere con maggiore serenità gli ultimi giorni di mercato. Da sabato la rosa, e quindi potenzialmente anche la squadra, avrà caratteristiche differenti. La partita ha rappresentato anche un altro esame per il lavoro di Sarri. Contro l’Hapoel si sono intravisti alcuni progressi, ma sono rimaste difficoltà nella velocità della manovra, e nelle distanze. Il Bologna sotto questo aspetto è stato un test più probante perché anche Domenico Tedesco sta costruendo una squadra con principi diversi e quindi con qualche problema ancora da risolvere, ma con un tasso tecnico superiore alle avversarie fin qui affrontate.
Veniamo agli undici iniziali. Sarri ha cambiato diversi interpreti rispetto alla gara europea. Kolasinac è tornato a sinistra della linea composta con Scalvini, Kossounou e Zappacosta, mentre a centrocampo la novità più significativa è stata Pasalic al posto di Samardzic, insieme a Gaetano ed Ederson. Davanti sono partiti De Ketelaere e Raspadori ai lati di Scamacca. Una scelta che ha garantito maggiore struttura alla mediana e ha riproposto dall’inizio il centravanti che ha cambiato la partita contro l’Hapoel.