Atalanta-Borussia 4-1. Tattica, letture, ritmo, intensità, duelli: match analysis di una partita perfetta

scheda. La match analysis di Gianluca Besana

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L e notti europee non concedono appelli e non ammettono calcoli al ribasso. L’Atalanta si è presentata alla gara di ritorno contro il Borussia Dortmund con un 2-0 da rimontare e con la consapevolezza di dover giocare una partita perfetta, senza sbavature, con attenzione ai dettagli e senza cali nei momenti chiave. Servivano ritmo alto, coraggio nelle scelte e una gestione lucida delle fasi della gara. È stata esattamente questa la traccia seguita dai nerazzurri, e ne è uscita una prestazione costruita sull’ampiezza, sugli inserimenti da dietro e su una lettura matura delle transizioni, capace di ribaltare l’inerzia della doppia sfida. Da qui prende forma l’analisi di una gara che ha riportato l’Atalanta agli ottavi di Champions League e che ha certificato la crescita europea del gruppo di Palladino.

Le scelte iniziali hanno confermato quanto era filtrato alla vigilia. Palladino ha confermato il 3-4-2-1 costruito per dare ampiezza e ritmo alla rimonta dopo lo 0-2 dell’andata, con Carnesecchi tra i pali e la difesa guidata da Hien, chiamato ad annullare Guirassy. Zappacosta e Bernasconi sono stati scelti per fornire spinta sulle fasce, mentre de Roon ha assicurato equilibrio davanti alla difesa. Pasalic è rimasto mezzala per inserimenti e seconde palle, e dietro a Scamacca, è stata schierata la coppia formata da Samardzic e Zalewski con il compito di muoversi tra le linee per creare rifiniture e strappi verticali. Le parole di Palladino alla vigilia evidenziavano proprio la volontà di provare l’impresa dal primo all’ultimo minuto, con un clima “infuocato” allo stadio e la consapevolezza di poter contare sull’energia ritrovata dopo la rimonta col Napoli. Sul fronte del Borussia Dortmund Kovac ha mantenuto anch’egli il 3-4-2-1, puntando su un reparto difensivo più fisico e solido con Anton e Bensebaini ai lati, e Ryerson e Svensson come quinti per offrire spinta ma anche ripiegamenti rapidi. In mediana Nmecha e Bellingham hanno garantito equilibrio e progressione, con Brandt e Beier alle spalle di Guirassy per connettere in rifinitura e attaccare la profondità. Dalle dichiarazioni del tecnico tedesco era emersa fiducia nella solidità della sua squadra, sottolineando che il suo Dortmund era pronto a gestire la qualificazione con esperienza e scelte pragmatiche.