Atalanta, come cambia il gioco in attacco con Raspadori e l’impatto di Krstovic: armi in più per Palladino

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

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L a partita contro il Parma ha restituito all’Atalanta e a suoi tifosi la serenità dopo il mezzo passo falso di Pisa ed il tonfo contro il Bilbao in Champions. I novanta minuti della New Balance Arena non sono stati soltanto una reazione emotiva, ma un vero banco di prova tattico e strutturale (Raspadori alle spalle di Scamacca con Zalewski tornato ad occupare la posizione d’esterno). La gara ha chiarito comunque che la sconfitta europea è stata un passaggio da assorbire, non un segnale di fragilità profonde. I numeri, incrociati con quanto si è visto in campo, hanno raccontato una squadra capace di correggersi in corsa, di leggere i momenti della partita e di produrre gioco di qualità con continuità. Questi saranno i temi che toccherà questa seconda analisi della sfida giocata contro sul Parma.

L’Atalanta ha mostrato fin dai primi minuti un atteggiamento nettamente diverso rispetto alle ultime uscite. La squadra di Palladino ha preso immediatamente il controllo dei ritmi della gara, scegliendo di non attendere e di non gestire in modo “passivo”, ma di imporre una pressione costante. Il piano ha previsto accoppiamenti a uomo ben definiti nella metà campo avversaria, con l’obiettivo di togliere tempo e linee di passaggio al Parma e di costringerlo a giocate forzate già in prima costruzione. Questa scelta ha comportato un sacrificio consapevole sul piano dell’equilibrio. L’Atalanta ha alzato il baricentro in modo deciso e ha accompagnato le azioni offensive con molti uomini, includendo con continuità anche le spinte dei braccetti difensivi. È stata una pressione orientata a recuperare palla in avanti e a mantenere il campo corto. Di conseguenza, dietro si sono creati più spesso duelli individuali, con situazioni di uno contro uno che i nerazzurri hanno accettato come prezzo da pagare per aumentare l’incisività nella metà campo offensiva. Duelli comunque sempre gestiti bene come lo sono stati nel primo tempo quello tra Dijmsiti e Benediuckty, o nella ripresa quello tra Hiuen e Pellegrino.