Atalanta, cosa cambia con Scamacca o Krstovic al centro dell’attacco. E quei cambi che hanno restituito gioco offensivo

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

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R ipartire dopo una serata come quella contro il Bayern Monaco non era affatto scontato. Ancora meno farlo immediatamente sul campo della capolista, contro un’Inter ferita dalla sconfitta nel derby e quindi ancora più determinata a difendere il primato. In questo senso il pareggio di San Siro assume un valore che va oltre il semplice punto in classifica. L’Atalanta ha saputo reagire a una settimana complicata mostrando solidità mentale e capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più difficili, interpretando la gara con grande attenzione tattica soprattutto nella prima parte. La svolta della partita è però arrivata nella ripresa. Con il passare dei minuti e soprattutto con l’ingresso di alcuni uomini chiave dalla panchina, la squadra di Palladino ha progressivamente cambiato volto. L’Atalanta ha ritrovato peso tecnico e fisico nella manovra, ha alzato il baricentro e ha cominciato a costruire con maggiore continuità nella metà campo avversaria. Proprio da questi cambi è nata la crescita nerazzurra che ha portato al pareggio e che ha trasformato una gara inizialmente complicata in un finale aperto e combattuto.

Uno dei fattori che ha inciso maggiormente sull’evoluzione della partita è stato il contributo arrivato dalla panchina. Non è un caso che la gara abbia cambiato inerzia proprio nel momento in cui Palladino ha potuto inserire giocatori di peso tecnico e fisico, capaci di modificare l’equilibrio della squadra. Nel primo tempo l’Atalanta aveva interpretato la partita con grande disciplina tattica ma aveva faticato a sviluppare gioco nella metà campo offensiva, soprattutto per la difficoltà nel collegare i trequartisti con Scamacca. Con l’ingresso di Ederson e Krstovic lo scenario è progressivamente cambiato.