Atalanta-Hapoel, match analysis: manovra lenta e meccanismi imperfetti. Bisogna crescere subito

scheda. L’analisi di Gianluca Besana

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L’ Atalanta ha iniziato la sua stagione ufficiale mostrando gli stessi problemi già emersi durante le amichevoli estive e che, almeno per il momento, non hanno ancora trovato una soluzione. Contro la quarta forza del campionato israeliano, la squadra di Sarri non è riuscita ad andare oltre lo 0-0, risultato che non ha nemmeno restituito un’immagine ingannevole della partita. I problemi sono stati diversi e alcuni hanno iniziato ad assumere una dimensione quasi strutturale, ma su questo torneremo più avanti. Per ora iniziamo la nostra analisi con il consueto sguardo agli undici iniziali.

Barda ha confermato il 4-2-3-1 previsto alla vigilia, modificando soltanto l’interprete sulla fascia destra. Davanti a Tzur hanno giocato Coco, Mayembo, Chico e Leidner, con Falcão e Kraev a formare la coppia di centrocampo. Alkukin ha occupato la posizione centrale alle spalle di Boateng, mentre Altman è partito da sinistra.

La novità è stata rappresentata da Owusu sulla destra, conseguenza del forfait di Turiel. Barda ha quindi preferito non modificare la struttura della squadra nonostante l’assenza del suo esterno più incisivo, scegliendo il sostituto più naturale per caratteristiche e posizione. L’Hapoel ha mantenuto così due giocatori larghi ai lati di Alkukin e Boateng come riferimento avanzato.

Sarri ha confermato la struttura più logica dettata dalle assenze e incompletezza d’organico. Più che la disposizione nominale, però, è stata importante la distribuzione dei compiti. Gaetano è stato ancora una volta il riferimento della prima costruzione. chiamato a ricevere davanti ai difensori e a dare continuità alla risalita, mentre Ederson ha avuto maggiore libertà di movimento e Samardzic avrebbe dovuto aggiungere qualità tra le linee.

Scamacca ha rappresentato il riferimento centrale, sia per occupare l’area sia per lavorare spalle alla porta, mentre Raspadori e Zalewski avrebbero dovuto garantire ampiezza e attacco alla profondità con possibilità di tagliare sul centro.

L’avvio dell’Hapoel è stato particolarmente aggressivo, con marcature ad uomo che hanno il tentato di sorprendere la retroguardia della squadra di Sarri nella prima costruzione. Archiviata velocemente questa fase, l’hapoel si è ridisposto con blocco medio che ha messo immediatamente in evidenza una delle difficoltà in cui è incappata l’Atalanta, quella di costruire con continuità. Alkukin ha tallonato Gaetano molto da vicino, togliendo alla prima costruzione il riferimento centrale. L’Atalanta è rimasta corta, ma ha faticato a dare fluidità e soprattutto velocità alla circolazione, più o meno ripetendo quanto si era già visto contro il Bilbao.