Q uando si osserva un edificio in costruzione, spesso si commette lo stesso errore. Si cerca di immaginare la forma finale, la posizione delle pareti, delle finestre e dei balconi. Gli architetti, però, ragionano al contrario. Prima ancora di decidere cosa si vedrà, definiscono ciò che dovrà reggere tutto il resto. Anche il mercato della nuova Atalanta targata Sarri si trova in una fase simile. I nomi che stanno emergendo raccontano ancora poco della squadra che sarà, ma molto della struttura che il tecnico toscano sarà chiamato a dare ai nerazzurri. E tra questi c’è anche quello di Pierre-Emile Højbjerg. Negli ultimi giorni, come accade in ogni estate, dalle parti di Zingonia si sono visti procuratori, intermediari e uomini mercato legati a diversi profili. Tra questi anche gli uomini della LP Sport Management, che assieme a diversi altri giocatori rappresentano anche il centrocampista danese dell’Olympique Marsiglia. Un dettaglio che da solo non basta per parlare di una trattativa concreta o avanzata, ma che è sufficiente per trasformare Højbjerg in uno dei nomi attraverso cui provare a leggere le possibili intenzioni della nuova Atalanta. Perché al di là dell’esito finale dell’operazione, il profilo dell’ex Tottenham apre una domanda interessante. Se negli anni di Napoli il regista ideale di Sarri aveva il volto e le caratteristiche di Jorginho, quale forma potrebbe assumere oggi quel ruolo all’interno di una squadra diversa, in un contesto diverso e con esigenze differenti? È proprio da questa domanda che vale la pena partire per capire quanto Højbjerg possa essere compatibile con il nuovo progetto nerazzurro.