L a serata della New Balance Arena ha lasciato ai tifosi dell’Atalanta una sensazione difficile da scrollarsi di dosso. Quella di aver visto la propria squadra giocare meglio e con maggiore lucidità dei bianconeri, ma di essere uscita dal campo senza punti. Per settantacinque minuti abbondanti la squadra di Palladino ha tenuto in mano la partita, ha costretto la Juventus a rincorrere e ha prodotto molto di più in termini di volume di gioco e occasioni. Poi la gara è girata su un episodio sporco, quasi casuale, e da quel momento i bianconeri hanno potuto giocare la partita che preferiscono, fatta di difesa bassa, ritmi spezzati e gestione del vantaggio.È stata una sconfitta che ha premiato soprattutto la concretezza della Juventus, molto più della qualità della sua prestazione, e che al tempo stesso ha probabilmente chiuso all’Atalanta di Palladino la strada verso Champions League ed Europa League attraverso il campionato.
Palladino ha schierato il miglior 3-4-2-1 possibile al netto dell’assenza di Hien, scegliendo di dare continuità all’assetto visto a Lecce. La decisione più significativa è stata quella di lasciare Charles De Ketelaere libero di muoversi alle spalle di Nikola Krstović, senza un secondo riferimento offensivo fisso. Il belga è partito tra le linee, soprattutto nella zona dove ha orbitato principalmente Locatelli, con l’obiettivo di sporcare la prima costruzione bianconera e creare superiorità interna accanto a Nicola Zalewski.