Atalanta-Juventus 3-0, match analysis. Cosa ha deciso la partita? La capacità di «leggere» i momenti, e poi colpire

scheda. L’analisi di Gianluca Besana

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L’ Atalanta ha conquistato l’accesso alle semifinali di Coppa Italia al termine di una partita intensa, complessa, nella quale ha saputo leggere meglio della Juventus i momenti della gara. Il risultato è maturato attraverso una gestione lucida dei ritmi, una notevole capacità di adattamento tattico e un’efficacia superiore negli episodi chiave. Il confronto ha messo in scena due piani gara diversi. Da una parte una Juventus aggressiva e orientata a sporcare il gioco, dall’altra un’Atalanta capace di assorbire la pressione, prendere campo e colpire con cinismo. L’analisi del match passa dalle scelte iniziali, dallo sviluppo dei due tempi e dalla gestione dei cambi, fino alla capacità dei nerazzurri di trasformare intensità e sacrificio in un successo pieno.

Palladino ha schierato Raspadori e De Ketelaere alle spalle di Scamacca, componendo quello che, allo stato attuale della rosa, è il terzetto offensivo di maggior qualità a disposizione, anche alla luce dell’addio di Lookman. La presenza di Raspadori, arrivato da poco nel mercato di gennaio, sposterà il registro del modo di attaccare dei nerazzurri, anche se con la Juventus questo si è visto poco, un pò per la forza dell’avversaria incontrata e un po’ per il tipo di partita sporca e di sacrificio a cui è stato chiamato. Scamacca è rimasto il riferimento principale, chiamato a fissare i centrali e liberare spazio alle spalle, mentre De Ketelaere ha agito con maggiore libertà di movimento, anche se Palladino lo ha più volte richiamato a spostarsi in zone più centrali.