D oveva essere la partita della ripartenza. È diventata l’ennesima prestazione deludente di un’Atalanta che, anziché compiere un passo avanti, sembra averne fatto uno all’indietro. Contro il Kairat Almaty, avversario nettamente inferiore, i nerazzurri avevano l’occasione di sistemare la propria posizione nella fase campionato di Conference League, migliorare la differenza reti e, soprattutto, offrire risposte convincenti sul piano tecnico, tattico e caratteriale. Ne è uscito invece un 1-1 che lascia interrogativi ancora più profondi di quelli con cui la squadra era scesa in campo. Il ritiro a Zingonia e le ripetute conferme della fiducia societaria nei confronti di Maurizio Sarri avrebbero dovuto trovare conferme dal campo, e invece, niente. Sul terreno di gioco, non si è vista la reazione attesa. Manovra prevedibile, difficoltà nel creare occasioni e fragilità nelle situazioni di transizione hanno riproposto problemi ormai ricorrenti. Il pareggio di Krstović nel finale ha evitato una sconfitta che sarebbe stata clamorosa, senza modificare il giudizio sulla prestazione.