L a sfida contro il Sassuolo ha ufficialmente aperto il campionato dei nerazzurri ed ha messo subito di fronte due squadre ancora impegnate nella definizione della propria identità. I nerazzurri sono arrivati all’esordio dopo l’impegno europeo contro l’Hapoel Tel Aviv, mentre il Sassuolo ha affrontato il primo vero test del nuovo percorso con Alberto Aquilani. Il successo sul Cesena in Coppa Italia ha fornito le prime indicazioni sul lavoro del tecnico, ma il confronto con l’Atalanta ha rappresentato una verifica di livello differente.
Entrambi gli allenatori hanno scelto inizialmente il 4-3-3. L’Atalanta ha schierato Scalvini e Kossounou al centro della difesa, con Bernasconi e Zappacosta sulle corsie. Ederson, Gaetano e Pašalić hanno composto il centrocampo. La scelta del croato ha fatto pensare ad un giocatore solido in fase di recupero ma portato comunque ad alzarsi e inserirsi sui movimenti ad uscire di Scamacca. In avanti il tridente più utilizzato in questo avvio di stagione, formato da Raspadori-Scamacca-Zalewski.
Aquilani ha confermato invece l’undici utilizzato contro il Cesena. Davanti a Murić hanno giocato Cinquegrano, Odenthal, Macchioni e Doig. A centrocampo, Matić (più associativo) Bakola al centro e Adzic (più verticale). Volpato e Laurienté hanno affiancato Bowie in attacco. Una scelta che ha dato continuità agli uomini utilizzati nella prima gara ufficiale (Cesena in Coppa Italia), lasciando alla partita il compito di misurare la consistenza dei principi sviluppati durante la preparazione.