I l sabato della New Balance Arena pone l’una di fronte all’altra due tra le formazioni più imperscrutabili dell’intera Serie A, protagoniste di alti e bassi di rendimento di settimana in settimana contro tipologie di avversario tra le più disparate. Chi tra Atalanta e Udinese riuscirà a mantenersi più costante nell’arco dei 90’ del 28° turno? In cosa sono cambiati i bianconeri dalla vittoria firmata Zaniolo dell’andata?
I volti nuovi dell’Udinese
Lennon Miller – 20 anni da compiere a fine agosto, 4 presenze con la nazionale maggiore – e la Scozia non difetta di certo di personalità e qualità nel suo ruolo... - e 76 gettoni da professionista col Motherwell che l’aveva cresciuto sin da bambino: le credenziali del centrocampista classe 2006, al momento del suo arrivo in Friuli, erano già notevoli.
Il graduale adattamento a campionati e lingua sconosciuti è stato perfino accelerato dagli infortuni che, uno per volta, hanno caratterizzato la stagione dei mediani di Runjaić: le 8 presenze consecutive da titolare da inizio gennaio a fine febbraio assomigliano a un’investitura per il futuro del centrocampo bianconero, supportata da un impatto presente più che discreto. L’essenza di Miller – che in un contesto dalla qualità globalmente inferiore come la Premiership scozzese riusciva a risaltare anche per contributo diretto in fase realizzativa (2 gol e 8 assist) – risalta quando le distanze e i ritmi di gioco aumentano, specialmente nelle fasi di lunghe corse all’indietro per riequilibrare le posizioni dei compagni di reparto o di conduzioni per superare in autonomia la pressione avversaria: in una mediana a 3 come quella schierata da Runjaić, la sua collocazione ideale sarebbe al centro, al posto del capitano Karlström (che, alla pari di de Roon, per status e gerarchia è inamovibile al di là delle fisiologiche ondulazioni di rendimento), ma sta disimpegnandosi come mezzala, la più “conservativa” delle due. Considerato il serbatoio pressoché infinito di cui sembra dotato, non è azzardato immaginarlo tra qualche anno come il mediano “difensivo” di una mediana a 2, abile a coprire verticalmente e orizzontalmente il campo con continuità in entrambe le fasi. L’unica rete di Miller nell’esperienza italiana – il momentaneo 2-0 nella vittoria in Coppa Italia sul Palermo – spiega al meglio le sue caratteristiche: non è lui il giocatore da cui aspettarsi il tocco o la giocata di estrema sensibilità tecnica, ma i suoi movimenti saranno da seguire attentamente perché spesso saprà arrivare al posto giusto prima degli altri, spesso con anche maggior lucidità.