Dalla costruzione dal basso ai lanci lunghi: così è cambiato il gioco dell’Atalanta. Pregi e difetti dei due sistemi con 6 video

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S e siete gente da stadio, di quelli che frequentano il Gewiss, avrete sicuramente avvertito i mugugni della gente per il gioco poco “spettacolare” espresso dai nerazzurri. Mugugni arrivati soprattutto nelle prime gare della stagione, quando la squadra di Gasperini ha radicalmente cambiato la filosofia del suo gioco. Il cambiamento più marcato espresso dalla squadra di Gasperini, è arrivato dal modo con cui l’undici nerazzurro ha cominciato a trattare la palla, e al sempre maggiore ricorso che i giocatori hanno fatto del lancio lungo. Una ricerca quasi ossessiva della verticalità come forma di gioco per attaccare le difese avversarie. Proprio questo aspetto del gioco dell’Atalanta ha infastidito maggiormente coloro che negli ultimi anni si erano abituati a una serie di possessi elaborati e di qualità. Non che l’Atalanta non ricorresse anche allora al lancio lungo, ma quantomeno lo alternava ad azioni più strutturate, dove dimostrava di saperci decisamente fare anche con la palla tra i piedi. Noi di Corner abbiamo voluto mettere il naso anche in quest’aspetto, per cercare di capire perché si utilizza il lancio lungo. Daremo quindi di seguito una spiegazione dettagliata di quella che a tutti pare come una giocata “sempliciotta” ma che in realtà non lo è affatto, nella speranza di far cambiare idea anche in merito alla sua spettacolarità. Cominciamo proprio dall’analizzare i due possibili sviluppi di un’azione, che può avvalersi della costruzione dal basso per poi scalare il campo, o affidarsi al lancio lungo. Partiamo dall’analizzare la prima di queste due soluzioni.