Ecco Raspadori nell’Atalanta del futuro: non solo il «dopo Lookman», ma funzioni diverse in un attacco diverso

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

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L’ Atalanta è arrivata alla sessione invernale di mercato in una condizione diversa rispetto a quanto raccontava la classifica solo poche settimane fa. Non è più una squadra in affanno a cercare soluzioni d’emergenza, ma un gruppo che ha progressivamente ritrovato equilibrio, continuità e identità. Le ultime vittorie hanno restituito l’immagine di una squadra solida, capace di controllare le partite anche senza dominarle in modo ossessivo, e soprattutto di limitare il margine d’errore che aveva caratterizzato la prima parte di stagione. In questo contesto, il mercato di gennaio ha smesso di essere una necessità impellente ed è diventato uno strumento eventuale, subordinato a ciò che il campo ha già mostrato. Il lavoro di Palladino ha inciso proprio su questo aspetto. L’Atalanta ha iniziato a riconoscersi in una forma più stabile, meno dipendente dall’intensità continua e più attenta alla gestione dei momenti della gara. È cambiato il modo di occupare il campo, è cambiato il modo di difendere e, di conseguenza, è cambiato anche il modo di leggere i bisogni della rosa. Le discussioni di mercato, che pure animano le ultime settimane, si sono così intrecciate a una domanda più profonda: quanto serve davvero intervenire, quando una squadra ha iniziato a funzionare come sistema? Partiamo dall’analisi della situazione attuale. La gestione Palladino sta producendo effetti sempre più evidenti sul piano della stabilizzazione difensiva, aspetto che rappresenta il vero punto di svolta dell’Atalanta nelle ultime settimane. I numeri lo certificano in maniera chiara: 8.8 xG concessi nelle ultime 8 gare, pari a una media di 1.10 a partita, fotografano una squadra non troppo esposta, più compatta e soprattutto più continua nella protezione della propria area. Il dato di 1.1, seppur non eccezionale, pone l’Atalanta al di sotto della media del campionato per xG concessi, ed è anche migliore se confrontato con quello di alcune delle dirette concorrenti.