Il calcio dei Mondiali e l’Atalanta/2 Le difese chiuse e l’arma dei cross: una possibile «soluzione» per Sarri

scheda. La seconda parte dell’approfondimento di Gianluca Besana

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“C rossing game”. Perché il Mondiale sta cambiando il modo di attaccare i blocchi bassi ... e qualche analogia con l’Atalanta della passata stagione. Il primo elemento emerso con continuità nel Mondiale riguarda l’organizzazione della fase difensiva. I report del FIFA Technical Study Group hanno evidenziato come molte nazionali abbiano scelto di difendere con blocchi medi o bassi, mantenendo le linee molto compatte e concentrando un elevato numero di uomini nella protezione della zona centrale. L’obiettivo non è tanto impedire all’avversario di avanzare, quanto accompagnarne il possesso verso zone considerate meno pericolose. Le corsie laterali diventano così uno spazio “concesso”, mentre il corridoio centrale viene progressivamente chiuso attraverso densità, coperture preventive e continui scivolamenti orizzontali. È una differenza sostanziale rispetto al passato. Sempre più spesso le squadre accettano di concedere metri nella prima costruzione e anche nell’avanzamento verso l’ultimo terzo, purché la struttura difensiva rimanga compatta davanti all’area. In altre parole, il possesso viene tollerato finché non mette realmente in crisi l’organizzazione del blocco. La partita inizia così a svilupparsi in una sorta di imbuto tattico: la squadra dominante riesce ad avanzare con relativa facilità, ma trova sempre meno linee di passaggio pulite quando prova a rifinire centralmente.