L a semifinale di Coppa Italia giocata dalla squadra di Palladino contro la Lazio non è stata una partita che si può riassumere con un fermo immagine. Il gol annullato a Ederson è l’episodio che resterà più impresso, quello che alimenterà discussioni e riletture, ma anche uno dei più ambigui, perché risulterà difficile incasellarlo in una verità definitiva. E proprio per questo, fermarsi lì rischia di essere fuorviante. Sposta lo sguardo lontano da ciò che la partita ha davvero messo in scena. L’Atalanta ha avuto 120 minuti per indirizzare la semifinale e non ci è riuscita. Ha costruito più della Lazio (xG 1.38 a 0.89, fonte Wyscout) ha occupato meglio il campo per lunghi tratti e ha prodotto numeri superiori (19 tiri a 8). Eppure, quella superiorità non si è mai trasformata in controllo pieno, né tantomeno in dominio. È in questa frattura, tra ciò che raccontano i dati e ciò che si è percepito sul campo, che si nasconde la chiave della gara. Perché oltre agli episodi, la partita ha ribadito un tema già visto durante la stagione. L’Atalanta sa stare dentro le partite e spesso anche governarle, ma fatica quando deve forzarle davvero. Una squadra che arriva, ma non sempre nel modo giusto; che produce, ma con una qualità intermittente. È da qui che ha senso partire.
Il punto centrale e che merita di essere isolato, ci dice molto di più della partita rispetto agli episodi. All’Atalanta è mancata la qualità per scardinare un blocco basso che la Lazio ha interpretato esattamente come ci si poteva aspettare, perché tutti avevano immaginato che Sarri avrebbe giocato proprio quel tipo di partita. La squadra di Palladino ha scelto l’equilibrio, ha lavorato sui dettagli e ha ridotto al minimo gli spazi attaccabili. Per riuscirci si è affidata spesso a un possesso lungo (68% con 836 passaggi tentati contro i 400 dei biancocelesti), ordinato (90% di completati), anche orizzontale, con l’obiettivo di abbassare il baricentro biancoceleste, ma è finita per auto castrarsi per quel che riguarda il ritmo imposto alla manovra. Il risultato è stato una partita incanalata, in cui l’Atalanta è arrivata con continuità sulla trequarti ma senza la dinamicità necessaria per creare veri squilibri. Esattamente ciò che Sarri voleva.