I l 3-0 ottenuto dall’Atalanta sul campo dello Schalke 04 interessa relativamente poco per il risultato e molto di più per le indicazioni che ha lasciato. Siamo ancora nel calcio d’agosto, con carichi di lavoro differenti, rotazioni ampie e meccanismi inevitabilmente in costruzione. Trasformare un’amichevole in un giudizio definitivo sarebbe quindi un errore. La partita di Gelsenkirchen offre però materiale sufficiente per cominciare a capire in quale direzione Maurizio Sarri stia portando l’Atalanta. Alcuni principi iniziano infatti a essere riconoscibili. La diversa organizzazione della costruzione dal basso, la ricerca di determinate occupazioni a centrocampo, l’utilizzo degli esterni offensivi, una pressione alta meno visibile e più selettiva e la volontà di mantenere una squadra corta raccontano un progetto che sta gradualmente prendendo forma. Allo stesso tempo, lo Schalke ha sottoposto l’Atalanta a uno stress test utile proprio perché ha mantenuto un atteggiamento aggressivo, intenso e disposto a difendere con una linea molto alta. Condizioni che hanno fatto emergere sia le qualità già disponibili sia alcuni problemi ancora da risolvere. È da questa prospettiva che nell’analisi che segue daremo la nostra lettura della partita: un primo inventario delle risposte ottenute da Sarri. Ci sono aspetti sui quali il lavoro dell’allenatore comincia a essere visibile, altri nei quali la squadra conserva caratteristiche del proprio patrimonio tecnico, e altri ancora che inevitabilmente conducono al mercato.