I l pareggio contro il Kairat ha aggravato una crisi già evidente in casa nerazzurra. Dopo cinque mesi, il progetto tecnico affidato a Maurizio Sarri presenta problemi profondi, che coinvolgono l’identità della squadra, la compatibilità tra allenatore e organico e la capacità di individuare una strada credibile per uscirne. Il rischio, a questo punto, è continuare ad aspettare miglioramenti senza riuscire a spiegare da dove dovrebbero arrivare. Un’analisi rigorosa, però, impone di evitare una ricostruzione semplicistica. Partiamo da un punto molto discusso a Bergamo. Non è vero che l’Atalanta non abbia mai mostrato segnali di crescita. Il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 aveva prodotto una scossa, soprattutto nella produzione offensiva. Se nelle prime giornate l’Atalanta aveva prodotto solo 4.08 xG (terzultima in A), nelle partite dopo la sosta i nerazzurri sono saliti a 11.71 xG in 5 gare di campionato, accompagnata da un aumento delle reti segnate (11). Le difficoltà difensive erano invece rimaste evidenti forse anche acuite, ma le numerose assenze offrivano almeno una spiegazione parziale e lasciavano aperta la possibilità di trovare maggiore equilibrio con il recupero degli indisponibili.