La partita oltre il risultato. Il blocco basso dell’Atalanta e il crollo nel finale, con l’impatto in «chiaroscuro» dei cambi

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

Lettura 9 min.

P er quasi tutta la serata di sabato l’Atalanta ha dato l’impressione di aver costruito all’Olimpico un argine capace di resistere alle ondate della Roma. La squadra di Sarri ha concesso campo, possesso e anche parecchie occasioni ai giallorossi per avvicinarsi all’area, ma è rimasta in piedi proprio quando la squadra di Gasperini sembrava poterla travolgere. Poi, nella ripresa, è riuscita anche a uscire dalla morsa giallorossa, a portarsi in vantaggio, e a minacciare in ripartenza di chiudere definitivamente la gara. Il baricentro si è alzato con l’ingresso di Krstovic, che ha offerto riferimenti differenti rispetto a Scamacca. L’accelerazione di De Ketelaere al 47’, trasformata nel vantaggio di Ederson ha improvvisamente aperto davanti ai nerazzurri la prospettiva di portare via dall’Olimpico una vittoria costruita soprattutto sulla capacità di soffrire. Per qualche minuto dopo il vantaggio, la corrente è sembrata cambiare davvero direzione. La Roma ha perso brillantezza, l’Atalanta ha trovato più facilmente campo e il secondo gol è diventato una possibilità concreta. Non averlo trovato ha però lasciato aperto uno spiraglio che Gasperini ha sfruttato attraverso la propria panchina, aggiungendo progressivamente energie fresche a un attacco che non ha mai smesso di cercare la porta. Sarri ha scelto invece una strada più prudente, provando a dare nuova forza alla struttura che doveva difendere il vantaggio. Con il passare dei minuti l’Atalanta ha però smesso di riuscire ad allontanare con continuità la Roma dalla propria area. Le ripartenze sprecate hanno restituito palloni e iniziativa ai giallorossi, le distanze sono diventate più difficili da coprire e quell’argine che aveva retto per gran parte della serata ha cominciato lentamente a mostrare le prime crepe. Il ribaltamento nel recupero è stato soltanto l’ultimo atto di questo processo. Per capire davvero il 2-1 dell’Olimpico bisogna allora andare oltre Hermoso e Soulé e osservare ciò che è successo prima. Come l’Atalanta ha scelto di difendersi, perché Krstovic ha cambiato la partita, quale peso hanno avuto le diverse strategie delle due panchine e quanto le occasioni non sfruttate per ripartire abbiano finito per incidere anche sulla capacità di difendere. È dentro questi passaggi che si trovano le indicazioni più interessanti lasciate dalla prima sconfitta stagionale della squadra di Sarri.