La superiorità del Borussia e quel segnale tattico che può far sperare che per l’Atalanta non sia tutto compromesso

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

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N el calcio europeo ad alto livello l’impatto emotivo e strutturale dei primi minuti spesso orienta l’intero sviluppo della gara. A Dortmund questo aspetto ha pesato in maniera evidente, perché il gol arrivato quasi subito ha modificato non solo il punteggio, ma anche le distanze, le scelte e i rischi che le due squadre hanno deciso di prendersi. Il Borussia ha iniziato la partita con un atteggiamento aggressivo, anche se il pressing dei gialloneri non è apparso rigidamente codificato. Più che una pressione ultra-organizzata, Kovac ha chiesto intensità sulle prime linee e attacchi immediati al portatore. L’Atalanta non ha mostrato però grande reattività nel giro palla iniziale e ha concesso campo per la rifinitura laterale. L’azione del vantaggio è nata proprio da una costruzione semplice ma eseguita con grande rapidità. Il Dortmund ha sviluppato sulla corsia di sinistra, ha allargato poi il gioco a destra dove Ryerson ha ricevuto in posizione avanzata con spazio per calibrare il cross e ha messo un pallone teso e preciso dentro l’area. In quella situazione la linea difensiva nerazzurra è rimasta troppo piatta, con marcature (Kossounuo) non abbastanza aggressive sul primo movimento di Guirassy. Il centravanti ha attaccato bene lo spazio tra braccetto e centrale e ha colpito di testa con libertà e coordinazione. Più che l’errore individuale, ha inciso però la gestione collettiva. L’Atalanta non ha accorciato sul cross, non ha ostacolato la traiettoria e non ha protetto la zona centrale con il giusto tempismo. Contro un attaccante che vive di attacchi frontali e coordinazione negli ultimi sedici metri, quella leggerezza è stata immediatamente punita.

Il gol incassato dopo pochi minuti ha costretto la squadra di Palladino a inseguire contro un avversario che sa governare ritmo e transizioni. Da quel momento il Dortmund ha potuto scegliere quando accelerare e quando abbassare il baricentro, mentre l’Atalanta ha dovuto esporsi più del previsto. Ed è stato proprio questo squilibrio iniziale a dare alla partita una direzione precisa fin dai primi istanti.