L’Atalanta e la difesa a 4: tutti i pro e i contro. E perché Gasp tornerà al suo modulo: perde spinta sugli esterni. I dati

scheda.

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C ome era già successo in passato, al verificarsi di una situazione emergenziale accentuata a livello di organico, Gasperini ha risposto cambiando lo schieramento tattico (o modulo) dell’Atalanta. Così è successo anche nella delicata sfida contro la capolista Inter di domenica sera, quando i nerazzurri si sono schierati con il 4-2-3-1.

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Come tutti sappiamo bene, il tecnico di Grugliasco non ama cambiare la struttura dell’Atalanta. Crede ciecamente nel modulo con una difesa a tre, nell’utilizzo di due esterni a tutto campo molto aggressivi, e a tre giocatori davanti, che spaziano tra la trequarti ed il centro dell’attacco con sincronismi perfetti. Però in talune circostanze, anche un ortodosso come Gasp si è trovato costretto a cambiare, e se poi i risultati che ha ottenuto sono brillanti come quello di domenica sera, ovvero un pareggio contro la capolista (che sta anche un po’ stretto per il numero di occasioni create), è normale e prevedibile che parta un dibattito sul sistema di gioco. Un pareggio che, è bene ricordare, è arrivato senza sette titolari, e con giocatori “adattati” a ricoprire posizioni per loro non abituali.