L’Atalanta e la maledizione dei calci da fermo: i tre problemi alla base dei gol incassati (e come rimediare)

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

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E’ inutile ignorare che nelle ultime settimane i calci da fermo subiti dall’Atalanta stanno condizionando in modo decisivo il cammino della squadra, almeno per quel che riguarda il campionato. La sensazione è che i calci piazzati contro non stiano semplicemente “pesando”, ma stiano proprio cambiando l’inerzia di partite che l’Atalanta aveva iniziato a controllare, o stava quanto meno gestendo. La sequenza recente è troppo netta per essere letta come una somma casuale di episodi. Contro il Napoli il gol di Beukema è arrivato da una punizione laterale gestita male, con la linea nerazzurra in ritardo nel movimento e con più uomini tenuti in gioco. Contro il Sassuolo il vantaggio di Koné è nato da corner, così come il gol di Kristensen che ha sbloccato la gara contro l’Udinese. Qualche settimana prima, contro il Como, pur senza subire gol, l’Atalanta era stata costretta a una lunghissima resistenza difensiva dentro la propria area, dove aveva concesso 7 corner sui quali la squadra di Fabregas aveva creato una serie di situazioni pericolose, anche perché i lariani hanno mostrato di aver studiato diverse soluzioni con le quali testare la difesa nerazzurra. Il punto, però, non è solo quantitativo. L’Atalanta non sta subendo una valanga di gol da piazzato perché difende sempre male in ogni situazione. Il problema è più sottile e, per certi versi, più preoccupante. I gol concessi di recente nascono da difetti diversi ma collegati tra loro.