L’Atalanta e la pressione «altissima». Tutti i dati e le differenze di gioco tra Gasperini, Klopp e Guardiola

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L a stagione 2020/21 di Serie A ripartirà il prossimo weekend, anche se l’Atalanta di Gasperini godrà di un’ulteriore settimana di stop, prima di tornare ufficialmente in campo. Per i nerazzurri, sette giorni di preparazione in più a Zingonia, che serviranno per integrare i nuovi arrivati, e farsi trovare pronti nella partita d’esordio contro il Torino della seconda giornata di campionato. In questi anni, il tecnico di Grugliasco ci ha abituati ad un gioco spettacolare, che ha portato l’Atalanta ad occupare le posizioni di vertice di Serie A. Molti degli aspetti peculiari del gioco dei nerazzurri ci sono ormai noti: la pressione alta portata con continuità; l’insistita costruzione bassa in fase di possesso; lo sviluppo laterale con svuotamento del centro; l’attacco portato con tanti uomini ecc.ecc. Più difficile accorgersi di alcuni cambiamenti apportati nel modo in cui l’Atalanta esegue alcuni di questi aspetti del suo gioco, sia in fase di possesso che di non possesso. A determinare questi cambiamenti di stagione in stagione, oltre ai diversi interpreti, anche lo spartito del tecnico, che ha subito qualche cambiamento. Tra questi aspetti, vi è sicuramente il pressing ultra offensivo. I lettori di Corner dovrebbero ormai avere una certa dimestichezza con l’Indice PPDA, che ricordiamo, non è altro che il rapporto tra il numero di passaggi effettuati dalla squadra che imposta e il numero di azioni difensive (tackle, intercetti e falli) compiute dalla squadra che aggredisce senza palla. Più basso è il valore di questo indice, più alta sarà la pressione applicata dalla squadra oggetto di valutazione sull’avversario in possesso.