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L’Atalanta ora suda. Ma gli studi dicono: conta saper correre, non correre tanto

L’ Atalanta è tornata a lavorare da alcuni giorni a Clusone, per preparare al meglio la storica stagione che vedrà i nerazzurri debuttare in Champions League. In questa fase i carichi di lavoro la fanno sicuramente da padrone assieme agli insegnamenti tattici di Gasperini. Tanta fatica dunque, con i giocatori ad affannarsi tra corse, scatti, esercizi in palestra ed esercizi con la palla. Da quando sulla sua panchina dell’Atalanta siede Gian Piero Gasperini, è spesso accreditata dai media di una condizione atletica superiore alle sue avversarie in campionato, e noi non vediamo il motivo di dubitare circa queste affermazioni, soprattutto, vista la capacità dimostrata negli anni non solo dal tecnico di Grugliasco, ma anche dal suo preparatissimo staff. Ma oggi ci soffermeremo su una particolare analisi: la correlazione tra la prestazione fisica ed il risultato finale di una partita di calcio. Per capirci, c’è una diretta correlazione tra le performance sviluppate da una squadra e le sue probabilità di vittoria? Ad una prestazione fisica superiore a quella della squadra avversaria, corrisponde «sempre» un risultato positivo?