O gni ciclo, prima o poi, arriva a un punto in cui deve essere rinnovato. È una fase inevitabile per tutte le squadre ambiziose e l’Atalanta non fa eccezione. L’estate che sta accompagnando l’inizio dell’era Sarri sembra andare proprio in questa direzione. Alcuni pilastri degli ultimi anni potrebbero salutare, altri si avvicinano alle fasi finali della propria esperienza nerazzurra, mentre il club è chiamato a ridisegnare una parte della rosa senza perdere competitività. In momenti come questi il mercato raramente si divide tra campioni affermati e semplici scommesse. Esiste una categoria intermedia, spesso decisiva per il successo di un progetto : quella dei giocatori in fase di sviluppo. Profili che hanno già dimostrato di poter reggere il calcio professionistico, ma che non hanno ancora raggiunto il proprio punto di maturazione. Calciatori che offrono margini di crescita importanti e che, proprio per questo, risultano difficili da valutare con assoluta certezza. È all’interno di questa categoria che si colloca Costantino Favasuli. Il classe 2004 del Catanzaro arriva da una stagione da titolare stabile in Serie B, ma non ha ancora avuto modo di confrontarsi con la Serie A. Un profilo che inevitabilmente divide le valutazioni. Da una parte c’è la curiosità per un giocatore giovane, duttile e con ampi margini di miglioramento; dall’altra il dubbio legittimo che accompagna ogni investimento destinato a compiere un salto di livello così importante. Cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, Costantino Favasuli appartiene a quella generazione di talenti che il club viola ha accompagnato fino al calcio professionistico attraverso un percorso graduale. Dopo le esperienze maturate tra Bari e Ternana, il classe 2004 ha trovato a Catanzaro la stagione della definitiva consacrazione tra i grandi, diventando uno degli elementi più utilizzati della formazione guidata da Fabio Caserta.