Lazio-Atalanta 0-2, match analysis. Palladino e il coraggio di cambiare subito: anche da lì è nata la vittoria

scheda. L’analisi di Gianluca Besana

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A ll’Olimpico l’Atalanta ha dato continuità al proprio momento positivo con una vittoria che pesa doppio. I tre punti hanno portato i nerazzurri a quota 42, valgono l’ottavo risultato utile consecutivo in campionato e significano sesto posto, con il sorpasso momentaneo sul Como di Fabregas nella corsa europea. Un segnale forte, dentro una fase della stagione in cui la classifica inizia a prendere forma definitiva. La gara non è stata impeccabile sul piano tecnico. Ci sono stati errori in uscita, qualche scelta affrettata negli ultimi metri e momenti di gestione non sempre puliti. Ma l’interpretazione è stata corretta. L’Atalanta ha saputo soffrire quando la Lazio ha provato ad alzare il ritmo, ha colpito nel momento giusto con il raddoppio di Zalewski, e ha difeso con maturità anche nei minuti finali, nonostante l’inferiorità numerica. Dentro una serata positiva resta però un’esigenza chiara. Con gli infortuni di De Ketelaere e Raspadori, servirà un Samardzic più coinvolto e più continuo. All’Olimpico è rimasto ai margini del gioco, senza riuscire a incidere nella connessione tra centrocampo e attacco. Nelle prossime gare l’Atalanta avrà bisogno della sua qualità e della sua personalità per mantenere ritmo e ambizione.

Palladino ha puntato ad inizio gara su Krstovic come terminale offensivo. Senza De Ketelaere, la trequarti è stata affidata a Zalewski e Samardzic, chiamati ad alternarsi tra rifinitura e attacco dello spazio. Una scelta coerente con l’idea di mantenere qualità tra le linee e capacità di legare il gioco, anche a costo di rinunciare a qualche centimetro. In panchina sono partiti Scamacca e Raspadori, opzioni pesanti a gara in corso, segnale di una gestione che ha tenuto conto sia dell’equilibrio iniziale sia della necessità di avere soluzioni per cambiare ritmo nella ripresa.