N el mercato dell’Atalanta il nome di Mario Gila va considerato con attenzione, ma anche con la necessaria prudenza. Il difensore della Lazio è uno dei profili accostati ai nerazzurri in questa fase di inizio mercato, ma resta un’operazione condizionata da più variabili. La concorrenza del Napoli, la valutazione elevata del cartellino, la posizione della Lazio e la percentuale sulla futura rivendita che spetta al Real Madrid, rendono il dossier tutt’altro che semplice. Al di là della complessità dell’operazione, però, il profilo tecnico dello spagnolo presenta una logica evidente. Gila conosce già il calcio di Sarri, ha lavorato dentro una difesa a quattro costruita su principi posizionali e ha maturato esperienza in Serie A in un sistema molto diverso da quello utilizzato dall’Atalanta negli ultimi anni. Per una squadra chiamata a cambiare riferimenti difensivi, questo aspetto può avere un peso rilevante. L’eventuale interesse nerazzurro, quindi, non andrebbe letto soltanto come la ricerca di un centrale in più. Gila rappresenterebbe un possibile acceleratore dell’adattamento alla nuova fase tecnica, un difensore già abituato a ragionare per linea, distanze, scivolamenti e coperture collettive. Elementi che diventeranno centrali nel passaggio dalla difesa di marcatura e duello a una struttura più coordinata e posizionale.