Match analysis della vittoria sulla Cremonese. Intensità, tecnica e gestione: nei due tempi le capacità dell’Atalanta

scheda. L’analisi di Gianluca Besana

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L’ Atalanta si è presentata alla sfida con la Cremonese all’interno di un momento delicato della propria stagione, che non concede più passi falsi, e che la obbliga a conquistare punti per la rincorsa all’Europa. L’orario inconsueto del lunedì sera, un avversario in difficoltà ma rinnovato dal mercato invernale, e il rischio implicito della sottovalutazione, hanno fatto da cornice a una partita che richiedeva attenzione, intensità e pazienza. I nerazzurri l’hanno affrontata con un’idea chiara, scegliendo di imporre subito ritmo e qualità per indirizzare la gara, senza rinunciare alla gestione quando il contesto lo ha richiesto. Ne è uscita una prestazione costruita su due tempi diversi ma coerenti, capace di raccontare non solo una vittoria, ma anche il momento e le ambizioni di un’Atalanta sempre più consapevole del proprio cammino.

Le scelte iniziali hanno offerto alcuni segnali chiari, più nelle eccezioni che nella struttura di base. In casa Atalanta, la decisione più significativa è stata l’esclusione iniziale di Scamacca (leggermente acciaccato), con Krstović schierato da riferimento centrale supportato da Samardzic ( anche CDk si è infortunato nel riscaldamento) e Raspadori. Una scelta quella di schierare Nicola che oltre ad essere “obbligata” ha premiato un giocatore in netta crescita.