Olympiacos-Atalanta, match analysis. Niente bomber e un altro esperimento in attacco: meno possesso, più ripartenze

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N ella serata «particolare» di giovedì 24 febbraio, l’Atalanta di Gasperini è scesa in campo ad Atene, nel caldissimo stadio Karaiskakis contro l’Olympiakos del Pireo. La formazione nerazzurra doveva difendere il gol di vantaggio (2-1) della gara giocata al Gewiss solo sette giorni fa. Per Gasperini era importante ottenere la qualificazione cercando di non rimediare altri infortuni e di sprecare il meno possibile a livello di energie. Ne è nata una gara dai ritmi compassati (che ha assolutamente fatto comodo ai nerazzurri) e che la squadra di Gasperini ha vinto facendo emergere la marcata differenza di valori tra le due formazioni.

L’Atalanta è scesa in campo con un tridente leggero, formato da Pasalic, inizialmente schierato sulla sinistra, Pessina sulla destra e Malinovskyi in posizione centrale, dando così vita all’ennesimo esperimento offensivo di Gasperini, ancora alla ricerca della soluzione più convincente in avanti. L’Olympiakos si è schierato con l’abituale 3-4-2-1. Il tecnico Martins ha concesso ai nerazzurri più spazio sugli esterni mantenendo i tre del pacchetto difensivo stretti sul centro. Per i greci, linee strette e un “tentativo” non troppo convincente di restare alti sul campo.