R oma-Atalanta ha messo di fronte due squadre con percorsi di crescita diversi ma soprattutto con principi di gioco differenti, anzi agli antipodi. Da una parte la nuova Atalanta di Maurizio Sarri, ancora impegnata nella costruzione della propria identità dentro il 4-3-3 zonaiolo e posizionale. Dall’altra la Roma di Gasperini, che ha puntato maggiormente sulla pressione, sull’aggressività e sulla ricerca dei duelli individuali. L’Atalanta è arrivata al novantesimo con la sensazione di essere riuscita a portare la partita esattamente dove voleva, resistendo alla pressione della Roma e trovando nella ripresa anche il vantaggio che sembrava poter completare il piano preparato da Sarri. È stato invece il recupero, ancora una volta decisivo in questo avvio di stagione, a cambiare completamente la serata nerazzurra. Questa volta in negativo. Negli ultimi cinque minuti la Roma ha segnato due volte e ha trasformato una vittoria in una sconfitta per 2-1 ribaltando una gara che l’Atalanta era riuscita a tenere in equilibrio soprattutto attraverso compattezza e capacità di soffrire. Il risultato finale non ha cancellato però le difficoltà emerse durante la partita. Nel primo tempo l’Atalanta ha trascorso lunghi tratti con un baricentro molto basso, ha accettato il possesso e la pressione della Roma e si è stretta spesso a protezione della propria area. Ha poi iniziato la ripresa con un piglio diverso e un baricentro più alto. Dopo il vantaggio ha dato la sensazione di poter chiudere la partita in riprtenza, ma ha poi finito la gara sulle gambe, rivitalizzando una Roma tenuta in vita da Castro e Soulè.