A pochi giorni dall’impresa europea contro il Dortmund, l’Atalanta è tornata in campionato con l’obbligo di dare continuità a una rincorsa che non ammetteva pause. La sfida contro il Sassuolo sembrava l’occasione ideale per capitalizzare entusiasmo e superiorità tecnica, nonostante l’Atalanta avesse più di un problema di formazione. L’espulsione di Pinamonti al 16’ sembrava poi aver messo la gara in discesa. Invece la gara del Mapei è diventata una partita storta, letta male nei momenti chiave e scivolata via tra ritmo insufficiente, gestione sbagliata della superiorità numerica, e difficoltà strutturali contro un avversario compatto e lucido nelle ripartenze. Un pomeriggio che ha ricordato quanto il margine di errore, nella corsa europea, sia ormai ridotto al minimo, e l’Atalanta dovrà da qua alla fine imparare a gestire energie fisiche e mentali per non vanificare quanto sin qui fatto.
Il Sassuolo ha iniziato la gara con il 4-3-3 confermando l’impianto abituale ma introducendo sfumature rilevanti negli interpreti. Il rientro di Matic davanti alla difesa ha riportato la costruzione verso una struttura più posizionale, con un vertice basso puro incaricato di dare ordine alla prima uscita e protezione preventiva contro le rotazioni dell’Atalanta tra le linee. Non è stata una scelta neutra, perché ha ridotto la componente dinamica che avrebbe garantito Lipani ma ha aumentato controllo e letture laterali.
Sulla sinistra Garcia ha garantito qualità associativa e possibilità di stringere dentro al campo, creando un’asimmetria evidente con Coulibaly, più verticale e aggressivo sul lato opposto. Il Sassuolo ha quindi accettato un rischio strutturale sulla corsia destra in cambio di maggiore spinta.
L’Atalanta ha risposto con un 3-4-2-1 nel segno della continuità con le ultime prestazioni. Tra le linee Zalewski e Samardzic hanno agito alle spalle di Scamacca, mentre l’ampiezza piena è stata garantita da Bellanova e Zaleski, con Zappacosta a rifiatare in panchina. Quella nerazzurra sulla carta era una configurazione pensata per stressare proprio le corsie laterali neroverdi e forzare duelli continui sugli esterni.