Tecnica e furbizia: così lo Shakhtar ha resistito all’Atalanta (buona, comunque)

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L o Shakhtar Donetsk punisce forse in modo eccessivo l’Atalanta nel finale di gara dell’esordio casalingo in Champions League. Era una gara da vincere assolutamente per continuare a sperare e l’Atalanta ci ha provato per 94 minuti contro un avversario forte tecnicamente, forte fisicamente e ottimamente disposto sul campo, ma si è dovuta arrendere al 94’ al gol di Solomon. Lo Shakhtar Donetsk è una squadra ostica, abituata a palcoscenici importanti e lo ha fatto capire per tutto il tempo di gara, controllandone i ritmi di gioco. Ha atteso nei primi minuti di gara, lasciando sfogare l’Atalanta. Ha accelerato una volta passata in svantaggio fino a rimontare sul finire del primo tempo e negli ultimi minuti di questa frazione di gioco ha tentato di passare in vantaggio. Ha controllato in modo prudente (ma mai rinunciatario) per tutto il secondo tempo ed ha colpito con l’ultima azione utile della partita. In sostanza ha giocato ed approfittato della necessità dell’Atalanta di vincere questa partita prima del doppio proibitivo confronto contro il City. Vediamo nei dettagli della match analysis cosa ha detto questa partita.