Una partita tattica: l’Atalanta non è riuscita a far male alla Lazio. La match analysis

scheda. L’analisi di Gianluca Besana

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La delusione al fischio finale

C i sono partite che per il valore della posta in palio restano imbrigliate in una gabbia di tatticismi esasperati, che impediscono alla squadra che ha un piccolo vantaggio di qualità di osare il necessario per vincere. Quando poi quelle partite le si perdono per non aver saputo rompere l’equilibrio nei 120 minuti, resta sempre del rammarico e si pensa a cosa si sarebbe potuto fare di più o meglio.

Contro la Lazio, l’Atalanta ha controllato il campo, ha concesso poco ai rivali, ma non ha mai avuto la forza – o forse il coraggio – di cercare la giocata decisiva. Il rammarico nasce soprattutto da qui. Perché la sensazione è che il traguardo fosse lì, raggiungibile se si fosse trovato un barlume di lucidità in più, o un briciolo di quella fantasia che ti porta oltre i limiti. Tanta la tensione e il carico emotivo attorno alla gara, che in queste serate non aiuta. L’Atalanta è arrivata fino ai rigori senza mai perdere davvero il controllo, ma anche senza mai dominare realmente. E quando la partita resta sospesa così a lungo, spesso è un dettaglio a decidere. Stavolta è stato il dischetto, ma la sensazione è che l’occasione per i nerazzurri di Palladino sia sfumata molto prima.