Atalanta-Torino 1978: domenica bestiale, nessun gol e tanti scontri. E da cui nacque un (breve) gemellaggio con la Juve

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E ra gennaio, una domenica grigia di fine anni ’70 in un’Italia anch’essa grigia, nel bel mezzo degli anni di piombo e della violenza politica che da lì a pochi mesi sfocerà nel drammatico rapimento di Aldo Moro, presidente della Dc. Il 15 gennaio 1978 l’Atalanta di Titta Rota è nella parte destra della classifica di un campionato a 16 squadre, di quelli dove era difficile arrivarci e ancora più restarci considerando le 3 retrocessioni a stagione. A due partite dalla fine del girone d’andata i nerazzurri hanno raccolto 11 punti senza mai una vittoria in casa: hanno vinto solo una partita in trasferta a Verona, gli altri 9 punti (all’epoca la vittoria ne valeva 2) sono tutto frutto di pareggi. In sostanza il tabellino recita 9 pareggi, una vittoria e tre sconfitte, non male per una neopromossa. Meglio sta facendo solo il Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, esploso proprio a Bergamo in una rocambolesca vittoria esterna 4-2 a fine ottobre 1977, con tre doppiette: Rossi (non ancora Pablito), Guidetti e Tonino Rocca che di questa domenica di gennaio sarà uno dei protagonisti, purtroppo in negativo. In coda c’è il Pescara del bergamasco Giancarlo Cadè che i suoi 7 punticini li ha comunque raggranellati alla stregua del Bologna con cui chiude la classifica. A 8 punti c’è la Fiorentina e a 11 l’Atalanta in compagnia di Genoa e Roma e a un solo punto di distacco da quel Foggia che la domenica prima ha battuto i nerazzurri in Puglia scavalcandoli in classifica. In testa chi c’è? Ovviamente la Juventus del Trap, reduce dall’incredibile stagione 1976-77 chiusa a 51 punti contro i 50 del Torino. I granata quest’anno non sono così in palla ma decisamente in crescendo: nelle ultime tre partite hanno vinto 2 volte e pareggiato 1, ma soprattutto hanno fermato la corsa del Milan di Rivera consentendo ai cugini bianconeri prima l’aggancio e poi il sorpasso in vetta. La giornata numero 14 li vede in trasferta a Bergamo, dove arrivano a braccetto col Lanerossi a 2 punti di distacco dalla Juve e a uno solo dai rossoneri.

L’Eco del 16 gennaio 1978