È il momento di stringersi, tutti assieme. Sarebbe facile scontrarsi, dire ognuno la propria e alzare la voce per far sentire la vena polemica personale sopra tutte le altre. Non è scontato trovare la forza per farlo ma lo si deve fare. Non è adesso, non è qui, non è ora il momento di lavare i panni sporchi. C’è un quinto posto a 3 punti di distanza da guardare e, nonostante tutto, ambire a raggiungere. È un inizio retorico, forse troppo. Ma se si deve badare alla concretezza e alla realtà ci sarebbe ben poco di onirico a cui aggrapparsi. Adesso, qui e ora non è il momento di pensare alla giustizia calcistica che sta riequilibrando i piatti nelle ultime stagioni dopo anni di eccezionalità straordinaria. Adesso è il momento di stare vicino agli uomini e alle persone, ancor prima che ai calciatori e allo staff, che vivono l’Atalanta e ci fanno emozionare tanto. Non saranno gli infortuni a nastro, la Nord che abbiamo colpevolmente portato a svuotare e il destro affilato di Candreva ad allontanarci. Nemmeno il dubbio che la maglia a Salerno fosse solo zuppa e bagnata dall’acquazzone e non sudata, sempre, come sempre è stata. Questo è il momento di tutti noi.