È un venerdì mattina qualunque. Il professor Caudano siede nel bar di Claudio, dentro il profumo tipico di cappuccini e brioche, tra avventori soliti e foresti, tavolini puliti e tavolini che recano il segno di colazioni già avvenute, voci che si mescolano. La radio a un certo punto trasmette un tango. Allora Claudio, interista, strizza l’occhio alla moglie di uno del paese, milanista, e butta lì una battuta, perché l’altro senta: “Domani sera glielo facciamo ballare noi il tango, ai cugini!”. Il buon Elvio lo sente e avverte scattare in sé un pensiero vago e malinconico. Immagina tutti i bar, non solo di Milano, ma, come dimostra quello di Murazzano in cui si trova, anche di tanta altra Italia, in cui il derby di Milano susciterà e avrà suscitato uscite simili. Negli anni e nei decenni. Nel mutare dei protagonisti, dei narratori e dei tifosi stessi.