Il prof. Caudano pensa ad Atalanta-Verona. Poi, arrivano cinque suoi ex studenti: la scuola, il latino, il lavoro, il futuro...

storia. Il nuovo racconto di Stefano Corsi

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A ll’inizio, ritroso com’è, il professor Caudano non è stato molto contento, quando ha ricevuto l’invito. Con lieve dispetto, anzi, si è chiesto come avessero potuto avere il suo numero di telefono e, soprattutto, sapere dov’era finito. Con un certo realismo, ha risposto a se stesso che in una piccola città di provincia e in un ambito ristretto come quello di una scuola superiore, non lasciare tracce di sé è quasi impossibile. Perciò, al messaggio ricevuto su WhatsApp ha replicato con cortesia, e ora ha davanti a sé gli ex alunni di una classe lontana, diplomatasi nel 2015. Trentenni o quasi, a seconda del mese di nascita. Sono venuti in cinque per trascorrere sulle Langhe un fine settimana diverso, mogli e compagne a casa. Lo fanno, gli spiegano, una volta all’anno, appena prima di Pasqua, e questa volta, avendo scelto il basso Piemonte, hanno cercato anche lui: “Mia madre”, rivela uno di loro, “è molto amica di una delle segretarie del liceo, e così abbiamo scoperto i dettagli della sua fuga da queste parti”… Caudano incassa: evidentemente, sparire nel nulla è un privilegio negato a chiunque. I ragazzi hanno scelto un bel ristorante a metà strada fra Murazzano e la città. Sono passati a prenderlo domenica alle 19.30. La vittoria faticosa sul Verona archiviata come l’ennesima partita strana di una stagione stranissima, interpretata da una squadra che può offrire prove sublimi oppure avvilenti. Battere il Chelsea o il Borussia Dortmund e lasciare sei punti al Sassuolo, cinque all’Udinese, quattro al Pisa.