Il prof. Caudano verso Pasqua, tra il Lecce da battere e i disastri della Nazionale. E il pensiero corre a Dino Zoff

storia. Il nuovo racconto di Stefano Corsi

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P omeriggio del Giovedì Santo. Lo sguardo in avanti è a Lecce. Lunedì dell’Angelo o Pasquetta che dir si voglia. Tanto, si gioca sempre. Magari male, ma sempre. A Lecce ci segnò Stromberg in una partita sporca di fango e alla fine persa: vantaggio bello dello svedese a inizio ripresa, poi doppietta di Pasculli in mischia, tempi di Sonetti e Simonini, tempi in cui il professor Caudano correggeva a casa dei suoi e teneva la radio in sottofondo. Infinite domeniche così. A Lecce ci segnò Ilicic in una partita sull’orlo del disastro Covid e del ritorno a Valencia. Una finta che mandò al bar mezza difesa e portiere di casa, primo marzo del 2020. Ma ad Elvio sembra ieri. Lo sguardo all’indietro rivede un’Atalanta bellissima e destinata, forse, a poter vincere il campionato. Se qualche “se” fosse andato per il verso giusto… Lo sguardo in avanti, invece, è a Lecce di lunedì, ma per fare cosa? Per tentare una ricorsa all’Europa migliore, quasi compromessa dalle frenate con Sassuolo e Udinese? Forse, meglio pensare alla Coppa Italia, forse addirittura alla nuova stagione, perché questa, la prima del dopo Gasp, è stata così altalenante e indecifrabile da rendersi poco amabile.

A meno che…