Q uando senti dire che visitare Bergamo e poter assistere a una partita dell’Atalanta dal vivo è il sogno di una vita, lì per lì ci puoi restare di stucco. Per noi andare all’Atalanta è un qualcosa del tutto normale. Per noi di Bergamo e dintorni, s’intende, chiaramente. Ma è tutt’altro che scontato per tutti quei (tanti) tifosi che seguono dall’estero, da posti più o meno lontani, che niente hanno a che fare con Bergamo. Ci sono sempre più stranieri appassionati di calcio che si avvicinano al mondo della dea fino a diventarne veri e propri tifosi. Dalla prima partecipazione alla Champions League, probabilmente, per essere più precisi, dalla sfortunata serata col Paris Saint-Germain in poi, questo fenomeno ha preso sempre più piede. La serata di Dublino ha dato una spinta ancor maggiore. Negli anni abbiamo raccontato storie incredibili, toccando quasi ogni continente. Oggi voliamo in Sud America: ci troviamo in Perù, a Lima, nella capitale, per conoscere Hrysto Cerna Jiménez, ragazzo 20enne, studente di Scienze della comunicazione che si sta formando come giornalista. “Sono tifoso dell’Atalanta dal 2019 e la mia storia è un po’ particolare - è l’incipit della sua presentazione -. Sono tifoso dell’Atalanta dal 2019, da quando ho visto, per puro caso, la vittoria 3-0 in casa dello Shakhtar Donetsk. Quel giorno dovevo uscire coi miei amici, ma ho deciso di guardare la partita e quella scelta ha cambiato tutto: mi sono innamorato dell’Atalanta e del suo modo di giocare. Da allora ho sempre seguito la squadra, vivendo vittorie incredibili come il 5-0 contro il Milan o i sette gol di Torino. Ho seguito anche il cammino in Champions League, le due grandi partite contro il Valencia, fino alla dolorosa eliminazione avvenuta negli ultimi minuti contro il Paris Saint-Germain. Quella partita, però, ha rafforzato ancor di più il mio legame con il club”.