L’Atalanta e i tifosi nel mondo: storia di Heiko, dalla Germania. E di un amore nato per un’offerta della Dalmine

storia. La storia di Lorenzo Sala

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“N ella Germania dell’Est arrivavano poche informazioni sul calcio italiano. Poi, nel 1989, ci fu la caduta del Muro di Berlino e tutto cambiò”. È l’incipit di una storia d’amore, quella tra l’Atalanta ed Heiko, uno dei tantissimi tifosi nerazzurri sparsi per il mondo. Solitamente questo fenomeno, che porta parecchi stranieri a esultare ai gol di Scamacca e De Ketelaere, è associato agli anni più recenti, alle notti europee, a Dublino, ma questa storia vien da lontano, dagli anni ‘90. E trova origine poco prima di una retrocessione, che avrebbe potuto stroncare tutto sul nascere, ma l’amore vero verso la squadra resiste anche a questo. “Essendo cresciuto nella Germania dell’Est, le informazioni sul calcio italiano erano naturalmente scarse. Poi, nel 1989, ci fu la caduta del Muro di Berlino e tutto cambiò - racconta Heiko Cierpinsky, 56enne di Thale, una cittadina tedesca del circondario dello Harz, dove lavora come consulente presso l’ufficio informazioni turistiche -. Tutto cambiò anche per mio fratello Axel. Era un ingegnere nell’industria metalmeccanica e accettò un’offerta da Dalmine. Così, nel 1992, lui e la sua famiglia si trasferirono a Ranica, vicino Bergamo. Una città che fino ad allora mi era completamente sconosciuta. Nel 1993 la visitai per la prima volta e l’impressione iniziale è difficile da esprimere a parole. Direi travolgente. La cordialità della gente e la città stessa mi affascinarono. Da appassionato di calcio, ero naturalmente interessato alla squadra di Bergamo e iniziai a seguire l’Atalanta che, a quel tempo, era sconosciuta in Germania. Poi, nel maggio del 1993, ero a Roma per visitare la città ed ebbi la fortuna di vedere l’Atalanta giocare contro i giallorossi quel fine settimana. Fu la prima partita dei nerazzurri che vidi allo stadio e il primo incontro con i tifosi».