T utta Farina… del suo sacco. Era il calcio degli anni ’80, quello del campionato (davvero) più bello del mondo, giocato rigorosamente la domenica e a spalti pieni. Non era però ancora il grande Milan dell’allora (solo) sua emittenza Silvio Berlusconi, mancava ancora una decina d’anni dalla discesa in campo in politica e un paio dall’acquisto della società rossonera. Il presidente all’epoca era Giuseppe (detto Giussy) Farina, scomparso poco più di un anno fa e famoso soprattutto per il miracolo di un’altra squadra guidata per ben 13 anni, il Lanerossi Vicenza. C’era lui per capirci il giorno della clamorosa vittoria dei berici all’ultima giornata della stagione 1972-73 in quel di Bergamo (la celebre retrocessione impossibile), ma pure nel campionato di B vinto nel 1977 con l’Atalanta al seguito e promossa poi agli spareggi. Il Lanerossi di quel Paolo Rossi che diventerà per tutti Pablito ai Mondiali del 1978, poche settimane dopo aver trascinato i veneti a un incredibile secondo posto, da neopromossi, dietro la corazzata Juventus. Un destino legato a doppio filo all’Atalanta quello di Farina, che lascia la presidenza del Lanerossi al figlio Francesco a pochi mesi dal termine della stagione 1980-81 conclusa con la clamorosa retrocessione in C1 insieme ai nerazzurri della famiglia Bortolotti, al primo anno di Cesare al vertice. In sostanza le due squadre erano salite insieme dalla B alla A nel 1977, tornate a braccetto tra i cadetti nel 1979 e scese in coppia in terza serie, categoria che il Vicenza non bazzicava dal 1940 e assolutamente inedita per l’Atalanta che ci rimane solo un anno, giusto il tempo di vincere il campionato. I berici ci impiegano invece 3 anni in più e di fatto si rivelano una seria contendente della squadra di Ottavio Bianchi solo fino alla prima partita del gennaio 1982 quando dopo aver incassato un secco 2-0 con doppietta di De Bernardi cominciano a perdere posizioni. Farina non era più presidente, ma paradossalmente uno degli ostacoli più duri per l’Atalanta si rivela il figlio, diventato nel frattempo amministratore delegato del Modena, l’ultima squadra a cedere.