Ogni partita, una storia: Atalanta e Bologna con destini incrociati. E quant’è lontano quel triste 2010

storia. La storia di Dino Nikpalj

Lettura 4 min.

N on sarà “lo squadrone che tremare il mondo fa” come nei gloriosi anni ’30, ma insieme all’Atalanta negli ultimi tempi ha provato a far saltare gli equilibri ormai consolidati (a tratti ammuffiti) del calcio italiano. Si sono infilate entrambe nelle posizioni alte – talvolta altissime – della classifica e portato a casa pure due trofei: una storica Europa League l’Atalanta e la Coppa Italia numero 3 il Bologna. Con un certo qual mal di stomaco per la coccarda tricolore (sì, fa un discreto effetto) vista questa stagione sulla maglia rossoblù e inseguita dal 1963 in quel di Bergamo con tanto di tre finali perse nel giro di 5 anni. Gli emiliani ci sono invece riusciti al primo (e unico) colpo l’anno scorso e riportando così all’ombra delle Due Torri un trofeo che mancava dal 1974: una vittoria 4-3 ai rigori con il Palermo dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sull’1-1 con due reti di ex atalantini, Sergio Magistrelli per i rosanero e Beppe Savoldi allo scadere dal dischetto per i felsinei. Che in finale c’erano arrivati vincendo un girone a 4 dove c’erano pure i nerazzurri, battuti 2-1 a Bergamo e 3-1 a Bologna: per la cronaca l’indimenticabile Beppe-goal (scomparso da poche settimane) aveva dimostrato di non soffrire di sindrome da ex segnando ambedue le volte.