Ogni partita, una storia. Atalanta-Juventus 1978: allora, come oggi, si sognava l’Europa

storia. La storia di Dino Nikpalj

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“L a Juve è sempre la Juve”. Il titolo de L’Eco di Bergamo di lunedì 13 marzo 1978 è la fotografia perfetta della “Vecchia signora” di quei tempi. E non solo. La partita più attesa della stagione 1977-78, la prima visita dei bianconeri a Bergamo in A dopo l’inopinata retrocessione del 1973 dell’Atalanta. Dove in verità la Juve ci aveva messo del suo venendo a vincere 2-0 alla terzultima giornata con reti di Capello (sì, lui…) e Marchetti, prodotto del vivaio atalantino che da lì a un anno torna a casa non senza qualche mal di pancia. Ma alla fine diventa uno dei simboli, oltre che il capitano, della squadra di Titta Rota. Ad ogni modo quella sconfitta del maggio 1973 sarà decisiva, la prima di tre consecutive che azzerano i 5 punti di vantaggio sul Lanerossi Vicenza che si salva all’ultima giornata proprio vincendo a Bergamo e condannando i nerazzurri a una B impossibile anche solo da immaginare poche settimane prima.

Ma del resto i bianconeri erano in corsa per lo scudetto che vincono sul filo di lana passando a Roma e approfittando del crollo verticale a Verona del Milan e del ko della Lazio a Napoli: quei due punti (ai tempi funzionava così…) erano fondamentali e si sa che la Vecchia Signora non faceva sconti.