Ogni partita, una storia. Col Verona arriva Sean Sogliano, il direttore che scova talenti in giro per il mondo

storia. La storia di Dino Nikpalj

Lettura 5 min.
Sean Sogliano (foto hellasverona.it)

I sak Hien, per dire, l’ha pescato nel Djurgarden dopo un solo campionato giocato nell’Allsvenskan, la massima serie svedese: l’ha pagato 3 milioni di euro e l’ha rivenduto all’Atalanta a oltre 9. Tra le altre cose Hien aveva esordito in serie A con la maglia gialloblù proprio in un match al Bentegodi contro i nerazzurri, perso 1-0 con rete di Koopmeiners, uno che con gli scaligeri aveva un conto aperto. Ma la lista dei colpi di mercato di Sean Sogliano, direttore sportivo del Verona, e lunga da far paura. E a dirla tutta, sul mercato c’è pure lui perché il suo nome è già tra i più chiacchierati per la prossima stagione: la scorsa estate si parlava, tra le altre opportunità, anche di Bologna e Atalanta, da qualche tempo in qua si vocifera del Napoli e del Toro visto che la sua esperienza (la seconda) a Verona pare giunta al capolinea. Sogliano è assolutamente un figlio d’arte: suo papà è Riccardo, una storia da dirigente lunga così tra Roma, Parma, Brescia, Genoa, Udinese e Varese, piazza che farà la differenza anche nella storia di Sean. Ma prima di passare dietro la scrivania Sogliano senior ha giocato in serie A anche con il Milan, così come il figlio, roccioso («assatanato» si era definito lui in un’intervista) difensore di Ancona, Perugia, Torino e Napoli negli anni ’90. Quello strano nome non rimanda a Sean Connery o a sportivi, tipo il ciclista irlandese Kelly, ma al figlio di Audrey Hepburn, attrice per la quale il padre stravedeva.