Storie di Conference/1 Il Crystal Palace: una vita di tormenti, due coppe in un anno

storia. L’approfondimento di Massimiliano Bogni

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Comincia con questo articolo una serie di servizi che accompagneranno i lettori di Corner lungo l’estate. «Storie di Conference» racconterà la prossima competizione internazionale dell’Atalanta.

I l 17 maggio 2025, a quasi 4 mesi dai 120 anni dalla fondazione, il Crystal Palace ha conquistato il primo titolo della propria storia. La successione degli eventi che hanno portato al 27 maggio 2026, 375 giorni più tardi, alla terza coppa sollevata dalle Eagles nelle propria esistenza, non segue alcuna logica che riguardi altro che il campo e l’affetto che un quartiere prova nei confronti della squadra, attanagliata altrimenti da disastri dirigenziali e comunicativi. La Conference League vinta dalle Eagles (l’Aquila del logo societario prende ispirazione da quella del Benfica), in un mondo normale, il Crystal Palace neanche avrebbe dovuto disputarla. La vittoria sul Manchester City del maggio 2025 in finale di FA Cup spalancherebbe le porte dell’Europa League, come a tutte le squadre che trionfano in una coppa nazionale, se non fosse che la quota della maggioranza della società è ancora nelle mani di John Textor. Tra le altre cose, l’imprenditore americano si sta facendo mal sopportare anche a Lione, ma l’OL riesce a classificarsi 6° in Ligue 1 per il rotto della cuffia. Problema: l’UEFA non permette che due squadre nella stessa competizione abbiano lo stesso proprietario di maggioranza. Con un tempismo maldestro e goffo da commedia, Textor vende fantozzianamente le proprie quote del Crystal Palace a Woody Johnson, di cui magari avrete già sentito parlare in quanto proprietario dei New York Jets (squadra di football americano) o in quanto ambasciatore statunitense in Regno Unito durante la prima presidenza Trump. Secondo problema: l’assegno da 190 milioni di sterline viene firmato il 23 giugno, troppo tardi per i parametri stabiliti dalla UEFA. Chi andrà in Europa League, quindi, tra Lione e Crystal Palace? Si va a vedere il piazzamento in campionato: i francesi sono arrivati 6°, i londinesi appena 11°, middle class di una Premier League talmente superiore a qualunque altro torneo europeo da permettere a una delle sue rappresentanti, nel contesto di sfide secche a Wembley, di superare Aston Villa e Manchester City e vincere la FA Cup. Niente da fare: sarà la prima partecipazione di sempre del Crystal Palace a una “vera” coppa europea – non ce ne vogliano il Torneo Anglo-Italiano e l’Intertoto -, ma ai rossoblù tocca viverla come una retrocessione nella minore delle tre.