È ancora calcio di luglio, nemmeno di agosto. Ha poco senso dare un reale valore a ciò che si vede nelle sgambate dell’Atalanta e delle altre squadre di Serie A, troppo acido lattico nelle gambe e meccanismi da oliare. Non ti sono però bastati i Mondiali, senti il bisogno di una minima dose di calcio giocato «vero» per avvicinarti alle prime gare ufficiali dei nerazzurri. Quale miglior stagione di questa, dove l’Atalanta cercherà l’accesso alla fase campionato della Conference League, e gettarti come i cercatori d’oro del Klondike nei meandri dei turni preliminari della suddetta coppa? Un ecosistema tutto suo, che mescola squadre che hanno già nelle gambe un paio di mesi di campionato, altre che sono all’appuntamento più importante e suggestivo dell’annata in piena estate, altre ancora che per status e potenziale c’entrano poco o nulla con quelle di cui sopra ma che sono costrette a non prendere nessuno sotto gamba per non incorrere in figuracce.