Storie di Conference/7 Il sogno della finale (Istanbul o Ankara?) e l’architetto che unisce Turchia e Selvino

storia. La storia di Massimiliano Bogni

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D ue giugno 2027. Il pensiero ci va, anche se non si ha nemmeno la certezza del superamento dell’Atalanta del playoff contro l’Hapoel, alla data della finale della prossima edizione della Conference League. Un’occhiata per pura curiosità anche ai voli: se si vuole andare diretti da Orio al Serio nulla, toccherebbe fare la prima tappa a Malpensa. Per dove? Di doman non c’è certezza, come scriveva Lorenzo il Magnifico. A oggi, la sede designata dall’UEFA per l’atto conclusivo è la stessa che ha ospitato la finale dell’ultima Europa League. Tielemans, Buendia e Rogers hanno regalato all’Aston Villa un trofeo internazionale che mancava dal 1982, superando il Friburgo in un Beşiktaş Park gremito. Beşiktaş Park, denominazione asciutta e istituzionale con cui si indica nelle notti europee l’impianto che ospita le Aquile Nere di Istanbul. Se non ci fossero sponsor di mezzo sarebbe il Beşiktaş Stadyumu, visto che ci sono è più corretto chiamarlo Tüpraş Stadyumu, per tutti i tifosi della squadra allenata ora da Vincenzo Italiano e il resto degli appassionati rimarrà il “Kartal Yuvası”, il “Nido delle Aquile”, inaugurato ufficialmente nell’aprile 2016: 42.684 seggiolini spesso esauriti in ogni ordine di posto, il cui chiasso è amplificato dalla particolare struttura dell’impianto. È lo stadio che ha costretto Timo Werner, allora attaccante del RB Leipzig, a chiedere la sostituzione per il mal d’orecchie causato dai fischi bianconeri nella partita del settembre 2017 di Champions League, per intendersi. Così come il Vélodrome di Marsiglia, anche il Nido delle Aquile ha gradinate dai contorni ondulati, progettati per accompagnare armonicamente la sommità dello stadio col tessuto circostante di strade, articolato su più livelli e che quindi non avrebbe beneficiato di una forma “canonica” degli spalti del Kartal Yuvası. Sempre per rispondere a esigenze di silhouette cittadina, la tribuna costruita a oriente è più bassa delle altre, in modo da non corrompere la visuale sull’adiacente Stretto del Bosforo nello skyline di Istanbul.