Il prof. Caudano cede alla tentazione al contrario: non guarda l’Atalanta. E pensa alla novella di Verga sui pescatori

storia. Il nuovo racconto di Stefano Corsi

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È successo così, come neanche saprebbe spiegare. È successo e il professor Caudano, consapevolmente, dentro sé pensa che si tratti di un tradimento. Eppure lo vive, anche se tradire non è mai bello. Privo di una vita sentimentale degna di tale nome, lui non ha mai tradito una donna, perché una donna, per una relazione prolungata e seria, non l’ha mai avuta. Certo, ha letto e ascoltato tante vicende nelle quali uomini e donne a un determinato punto non hanno più retto alla promessa, o al vincolo, o al giogo, o al prodigio della fedeltà. Per le ragioni più disparate. A volte, anche per sopravvivere dentro situazioni da cui sapevano perfettamente di non poter uscire. A fronte di certi racconti di amici e colleghi, e anche di qualche collega donna, alla fine il buon Elvio aveva fatto suo un aforisma di Guido Ceronetti che lo aveva folgorato: “In amore, in quelli che il linguaggio imbecille si è fissato di chiamare tradimenti, non c’è, di tradimenti, neppure l’ombra: ci sono soltanto delle fedeltà alla vita”.

Discutibile, magari.

Ma, se una mente come quella dello scrittore torinese l’ha potuto concepire per i rapporti fra umani, lui non può applicarlo per una volta al rapporto fra un umano e una squadra di calcio? Perciò, è successo: cosa mai verificatasi per sua autonoma e libera scelta, il buon Elvio sta tradendo l’Atalanta.